L’Italia è il principale produttore di acque minerali al mondo; le sue circa 170 sorgenti distribuite lungo tutta la Penisola, ognuna delle quali con proprietà salutistiche e caratteristiche organolettiche diverse, garantiscono una produzione annua di circa 12 miliardi di litri.
Ma che cos’é l’acqua minerale?
Secondo la legge “si definiscono minerali le acque che, avendo origine da una falda o un giacimento sotterraneo, provengono da una sorgente naturale al riparo da ogni rischio di inquinamento e hanno caratteristiche igieniche particolari ed eventualmente proprietà favorevoli alla salute.”
Grazie alla loro origine profonda, le acque minerali sono batteriologicamente pure e pertanto devono essere imbottigliate così come sgorgano dalla sorgente senza alcun trattamento di potabilizzazione o processi chimici e fisici atti a modificare il microbismo dell’acqua stessa. Appunto per questa ragione, al fine di proteggere la purezza naturale dell’acqua, le sorgenti sono ubicate in zone protette estese centinaia di ettari, all’interno delle quali è vietata qualsiasi attività di natura antropica sia industriale che agricola.
Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis Historia, scriveva così:“Talis acquae qualis terra per quam fluunt”, ovvero “le acque
sono tali e quali al terreno che attraversano”.
La mineralizzazione delle acque riflette infatti il paesaggio litogeologico incontrato nel loro iter sotterraneo; in pratica, nel suo scorrere attraverso le rocce, l’acqua, oltre a depurarsi dalle sostanze indesiderate, si carica di macro e microelementi che ne rappresentano la struttura portante. Tanto più lungo sarà il suo ciclo sotterraneo (variabile da pochi anni a svariati decenni), tanto maggiore potrà essere la mineralizzazione dell’acqua, tanto diversa sarà la composizione finale così come il profilo organolettico dell’acqua stessa che saranno assolutamente unici ed irripetibili, espressione purissima della storia geologica e mineraria del suolo d’origine.